Fausto annusò quel legno: aveva un odore forte, ma non spiacevole. Era punteggiato dai buchi dei chiodi che c’erano stati piantati. Ogni buco aveva un’aureola di un rosso piú scuro, la ruggine lasciata dal chiodo.
Molti libri di autori italiani mi arrivano ultimamente e cercherò di metterli qui. Tempo fa, prima dell’acciaio, i chiodi erano fatti di ferro, e quindi si arrugginivano presto, apparendo l’indesiderato, come tutti gli ossidi, ossido di ferro.
D’altro lato per migliorare l’immagine dell’ossido di ferro, diremmo che quel colore rossastro referito nel testo lo fa apprezzato come pigmento e smalto.
Nel mio programma per acceder all’ente secondario, specializzato in Fisica e Chimica c’era una sezione intitolata Corrosione e modi di evitarla. Alcuni di questi modi più efficaci per fermarla se commentarono nel il libro di Jacobo Bergareche I giorni perfetti
